Lo vogliamo scoprire insieme

Avete presente quando due persone sono convinte delle proprie tesi, ma sono realmente interessare a capire quale sia la verità dei fatti? Cosa fanno? Procedono insieme alla scoperta di tutti gli indizi e di tutte le prove che possono dirimere la questione.


Insieme è possibile risalire a quale fosse l’intento di chi ha disegnato quel numero. La verità NON sta necessariamente nel mezzo


Questo post serve proprio a questo: cercare insieme tutti gli studi che sono stati fatti dagli esperti per capire gli effetti dell’Arnica montana. I commenti sono aperti a tutti i contributi seri e costruttivi per arrivare ad una conclusione e cioè se l’Arnica montana serva realmente a qualcosa oppure no. Non ci devono essere pregiudizi da parte di nessuno. Mano a mano che si collezionano gli studi, saranno elencati in questa pagina con un link alla fonte, eventuali traduzioni e un sunto delle conclusioni tratte.

Premessa

Stiamo parlando di ARNICA MONTANA (europea), non di Arnica messicana. Inoltre parliamo di Arnica come rimedio fitoterapico e non di Arnica in diluizioni omeopatiche. La distinzione tra Arnica europea e Arnica messicana la facciamo semplicemente perché l’Arnica montana (europea) presenta principi attivi più “forti” rispetto alla messicana, quindi probabilmente, se un effetto c’è, è più rilevabile e non si rischia di non prenderlo in considerazione. Non parleremo invece di Arnica omeopatica in quanto gli studi clinici riguardanti l’utilizzo dell’Arnica come rimedio omeopatico sono tutti concordi nel ritenere inefficace questo tipo di rimedio. Insomma, meno lavoro da fare.

La base di partenza, su cui tutti dovremo essere d’accordo, è la definizione di “studio scientifico” ovvero la ricerca portata avanti dalla comunità scientifica attraverso la valutazione dei risultati pubblicati su apposite riviste scientifiche, dopo attenta revisione paritaria da parte di specialisti del settore. Insomma, la testimonianza di una singola persona che ha un malore, si cura con l’Arnica montana e poi il malore sparisce o si aggrava, non è uno studio scientifico. Uno studio scientifico invece può contare in genere su:

  • campioni statisticamente significativi
  • test svolti con le modalità del “doppio cieco
  • tesi sottoposte alla revisione dei pari

Un buon punto di partenza, per la nostra ricerca, potrebbe essere quello di andare sul motore di ricerca gratuito di letteratura scientifica biomedica e inserire la query: “arnica montana”. Questa chiave di ricerca restituisce 483 risultati dal 1789 al 2022. Vediamo se sono da prendere in considerazioni tutti o se ne possono scartare alcuni. A noi interessano i test, o meglio:

  • studi clinici
  • meta-analisi
  • studi controllati randomizzati
  • revisioni
  • revisioni sistematiche*

* si tratta di studi di secondo livello, cioè studi che selezionano, valutano e riassumono altri studi clinici producendo una sintesi accurata delle migliori prove di evidenza disponibili, riguardo a uno specifico quesito clinico.

Selezionando questo tipo di risultati, ed eliminando dall’elenco libri e documenti sull’argomento “arnica montana” che non contengono quindi i dati e le conclusioni pratiche che ci interessano, le pagine da analizzare si riducono a 97. Restringendo ancora il campo agli studi più recenti, ovvero quelli degli ultimi 5 anni, rimangono 22 risultati (il 2021 è stato, tra l’altro, l’anno in cui sono stati fatti più studi sull’arnica montana).

Ovviamente, chi vorrà sottoporre uno studio meno recente, che non sia stato revisionato da studi successivi, è assolutamente il benvenuto (basta segnalare nei commenti). Da qualche parte bisogna pur partire.

Se togliamo tutti i link a reviews che illustrano solo le caratteristiche della pianta o gli usi fatti nel passato, quelli che parlano solo di alcuni componenti che si possono trovare nell’Arnica (da estrarre), quelli che parlano di rimedi composti da Arnica e altri elementi, gli studi pilota, quelli fatti con campioni non statisticamente significativi, le reviews dell’arnica omeopatica e gli studi che concludono che “servono altri studi” o che l’arnica non ha un effetto maggiore del placebo o ancora che i risultati dello studio sono solo “promettenti”, rimane solo questo lavoro:

Clinical Trials, Potential Mechanisms, and Adverse Effects of Arnica as an Adjunct Medication for Pain Management

Che conclude:

“Arnica presents comparable activity to standard medications, such as ibuprofen and diclofenac, for pain management under different medical conditions. It also shows fewer adverse effects along with lower costs. Arnica could be an adjunct approach for acute and chronic pain management.”

Insomma, il migliore dei risultati possibili per l’Arnica è quello di avere un effetto comparabile con quello dell’Ibuprofene e il Diclofenac, ma con costi minori e minori effetti indesiderati.

Ora mi aspetto che mi inondiate di altri studi che mi sono SICURAMENTE sfuggiti o di studi più validi di quello preso in considerazione. Aggiungo di aver scartato anche tutti gli studi che invece indicano un peggioramento del quadro clinico delle persone che sono state trattate con l’Arnica montana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.